Chi Siamo 

Podere Centoquattro è molto più di una casa vacanza.

E' un luogo che racconta storie.

Il casolare fu eretto intorno al 1843 e da allora ha visto passare generazioni, stagioni, lavori nei campi, bambini che crescevano e famiglie che si costruivano una vita tra mare e campagna.

Nel 2020 la nostra famiglia lo ha acquistato e, fin dal primo sguardo, ce ne siamo innamorati.

Non era solo una casa da ristrutturare: era un'anima da riportare alla luce.

Durante i lavori abbiamo iniziato a conoscere davvero il Podere.

Ogni muro, ogni trave, ogni dettaglio ci ha raccontato qualcosa del suo passato. E ancora oggi, mentre lo trasformiamo con rispetto e amore, continua a sorprenderci: come se fosse una casa viva, che non smette mai di parlare.

Abbiamo scelto di creare qui un luogo di accoglienza pensato per famiglie, coppie e viaggiatori che cercano qualcosa di più di un semplice alloggio:

un posto dove sentirsi a casa, respirare calma, ritrovare il tempo e la bellezza delle cose semplici.

Podere Centoquattro è la nostra storia, ma è anche la vostra, ogni volta che varcate la sua soglia.

La storia 

1843 -COME NASCE PODERE CENTOQUATTRO

Tipo di enfiteusi che viene applicato dai Lorena, in pratica una vera e propria cessione di terreni.
 Lo storico Rubieri così descriveva l’aspetto generale della piana di Vada nel 1868: “Una nuova distesa di rigogliosi campi ingemmata da una moltitudine di piccole, ma ridenti e uniformi case coloniche di otto stanze, addotte ad altrettanti poderi, costruite dai rispettivi livellari e sterzate su lunghe e diritte vie vicinali, con una simmetria che colpisce favorevolmente lo sguardo...”

E' Leopoldo II d'Asburgo Lorena ultimo Granduca di Toscana a portare a termine l'impresa faraonica della bonifica completa della Maremma. Il 17 settembre 1839 fu reso pubblico il bando per l'allivellazione della Tenuta di Vada e per ottenere la concessione a livello dei singoli fondi (in tutto 127), era necessario presentare entro  novembre un' "Offerta segreta, e sigillata. Trascorso il termine le offerte sarebbero state consegnate al Granduca in persona a cui era "espressamente riservata la piena ed assoluta facoltà di scegliere fra gli Offerenti, e pur anche di non sceglierne alcuno". A garanzia della costruzione doveva essere versata una somma di 700 lire, di cui la metà sarebbe stata rimborsata dopo la copertura del tetto e l'altra quando fosse definitivamente ultimata.